
E' andata così: lunedì scorso sono andato a sentire il concerto alla ex "Virer". Poi martedi mattina ho pigliato l'aereo ed ora eccomi qui a scriverti da un internet point che s'affaccia s'una meravigliosa piazza di Lisbona (o Lisboa, come si dice qui). Quindi lo StramBix te lo compongo in diretta, così, come viene viene (che già è stato un casino capirmi con la tizia dell'internet, che io lo spagnolo lo so, lei sa l'inglese... io, ovvio, l'italiano, lei, altrettanto, il portoghese... io anche il dialetto bresciano ma beh...).
Ha suonato il Gramelot in quintetto, lunedì. Che è così: Simone Guiducci alla chitarra; Achille Succi ai clarini; Fausto Beccalossi alla fisarmonica (e le facce che fa mentre la suona); Salvatore Majore al contrabbasso; Roberto Dani alla batteria. E quando son partito, a Milano c'era un cielo di ghisa e poi pioveva, anche. E poco dopo, nel cielo europeo, c'era un sole che non ti dico e quando son sceso all'aeroporto qui a Lisboa stavo in maniche corte e... Ah, sì, il concerto...
Che bel sound, mi dice Pier mentre il Gramelot uncinetta suoni. Già, ci dissi io, mentre Daya balla-va, va, va, va Daya come balla, coi suoi tre anni e mezzo di purezza. Voleva le patatine, prima di ballare, ma l'astuzia di mamma Chiara (di nome e di fatto) ne ha traslato il desiderio verso un succo e tre cannucce colorate, prima di ballare. E in effetti era un peccato non vi fossero gonne lunghe fino ai piedi roteanti, che con la musica dei Gramelot c'era di che far muovere una piazza del Sa-lento, lento, poi, ma d'un lento ritmico, che le mani di Roberto Dani parevano tarantolate nel suonarla più con le mani, la batteria, proprio mentre gli altri lasciavano spazio ad una meditata suggestione. C'era molto mediterraneo, nella loro musica, e d'arabesco arabeggiante, anche, e capperi (e olive nere) capperi Daya non balla-va più.
Si capisce, certo, che ora quel che suonano è una ballata più cadenzata, con passo da dromedario, di melodia di vento di scirocco (come quello che agita le bandiere del castello che domina Lisbona ed ora vedo qui dalla finestra), e la batteria del Dani è corredata di una cazzuola con cui cementare, forse, il condominio di suoni variegati e, sì, la malinconia (cosi appropriato il discorso, da qui...), nella musica dei Gramelot c'era pure malinconia, di contrabbasso suonato con l'arco, da finale di film in cui lei se n'è andata e lui guarda le onde dell'oceano seguirsi l'una all'altra, instancabilmente simili e sempre diverse, dall'infinito passato al futuro infinito, incuranti del presente gioioso o sofferente di chi vi annega gli occhi dei propri sentimenti...
Fabio Bix

Non ce lo vedo proprio, Boris Vian, a riposare in pace nella propria tomba. Figurati! Come minimo si burlerà di quegli zombi dei suoi vicini. Organizzerà delle gran cagnare come fece a suo tempo nelle cave di Parigi. È stato lui a far incontrare gl’intellettuali (soprattutto gli esistenzialisti) con i Jazzisti. Come il filosofo Jean-Paul Sartre, che si sentì chiedere da Charlie Parker: «lei che strumento usa?». Era il ’49: club Saint-Germain, lo stesso anno in cui vi fece capolino quello stecco di liquirizia pura ch’era Miles Davis, il quale s’innamorò di Parigi e di Juliette Grèco, presentatagli da Vian. Per lei si trattenne nella capitale francese una decina di giorni in più. Non sapendo, però, una parola della lingua dell’altro/a, pensarono bene di passare quasi tutto il tempo a limonare, limitandosi a parlare con gli occhi e a consumarsi le mani a forza di stringersele facendo su e giù lungo la Senna.
Ho, io, già avuto modo di scrivere - in altra sede - che in un mondo senza il sole e le donne, anche la Fantasia si rifiuterebbe di viverci. Il sole stesso, mi sa, rinuncerebbe a sorgere ogni mattina, se fosse solo per scaldare e illuminare maschi imbronciati. E, anche, non so cosa ne penserebbe la Fantasia, ma pure in un mondo senza musica, io, mi rifiuterei di viverci.
Lunedì scorso era il 20 marzo. La primavera era nascosta dietro la tenda nera della notte, pronta a togliersi il cappotto e a mostrarci il floreale vestitino di seta. Quale modo migliore d’accoglierla se non con la voce, la gonna, il sorriso, i pensieri e le riflessioni di una donna, per giunta «fedele», che suona e canta il jazz (?)...
Già, lo scorso lunedì, all’Antica Birreria della Bornata 46, a traghettarci nella primavera c’era Laura Fedele, accompagnata dai suoi prodi scudieri: Stefano Dall’Ora, uomo e contrabbassista fine, e il giullaresco batterista Gio Rossi, che indossava una camicia color giallo-Titti e una cravatta rosso corrida con bricolage di disegni che non ho visto da vicino quindi non so cosa dirti, su quelli.
Laura Fedele, mentre suona il pianoforte, canta/o viceversa. E in fatto di pezzi nemmeno sceglie scappatoie, visto che s’è cimentata con brani di Tom Waits, Jeff Buckley e Nina Simone, tra gl’altri. Il trio, per certi versi, ha giocato. C’era alleg(o)ria/ aria di primavera? E intensità, anche. E si è battuto le mani a tempo, noi. E a me, una cosa che mi piace un sacco è guardare le mani dei pianisti specchiarsi nel frontalino nero verticale che sovrasta i tasti. Di Laura Fedele vedevo, riflessi, mano e avambraccio destri, fantasma di se stessi, sbucare dal nulla della nera manica disciolta nel nero legno laccato, mano e avambraccio in una danza di spigoli e vene in rilievo, come le danzatrici classiche alla sbarra col loro clone rispecchiato, ma qui si tratta di jazz, è un classico differente, qui, è più uno s-classico, più una questione «oscura», di dissolvenze, di oscillazioni, di Whisky e fumo pure se lì non ce n’era o quasi, si tratta del vivere una vita in Blues, come ci ha invitato a fare Laura nella traduzione d’un brano (mi pare) di Tom Waits, e di verità riflessa nella pigiatura delle dita su scacchiera di tasti e di corde vocali violacee e, dopo la mezzanotte, durante i bis, di, ecco, Buonanotte primavera, finalmente... Ma te lo togli quel cappotto o chi?!... §
Fabio Bix
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Animato da una profonda passione per la musica jazz, convinto dell’alto valore culturale e sociale che essa riveste, nel 2003, ho deciso di dar vita ad un progetto che si pone come obbiettivo principale quello di svestire questo genere musicale dal Suo carattere “elitario” e farlo conoscere ad un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.
Un progetto inteso come “percorso” mirato a mettere in evidenza tutte le innumerevoli ed af-fascinanti sfaccettature che lo stesso genere musicale presenta e che, in quanto tale, ho scelto di intitolare
…JAZZ ON THE ROAD.
A questo ambizioso ma stimolante proponimento sono giunto consapevole dell’importanza che il jazz italiano ha raggiunto negli ultimi anni a livello internazionale, grazie soprattutto alle notevoli qualità di una variegata schiera di musicisti: Enrico Rava, Paolo Fresu, Sandro Gibellini, Luciano Biondini, Franco D’Andrea, Rita Marcotulli, Enzo Pietropaoli, Lello Pareti, Francesco Petreni, Stefano Bollani, Emanuele Cisi, Pietro Tonolo, Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi, Barbara Casini, Francesco Bearzatti, Maria Pia De Vito, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro ecc., molti dei quali già illustri ospiti delle fortunate edizioni passate.
2003 – Prima edizione 2004 – Seconda edizione Clicca qui per vedere le fotografie di SIMONA MOLINARI:
La manifestazione si articolava in sette serate- aperitivo dislocate in alcune delle Piazze e degli angoli più suggestivi della città (P.zza Loggia, P.zza Duomo, Via Grazie, P.zza Vescovado); serate che si sono perfettamente integrate nel progetto, teso al recupero del centro storico, “Estate in Città”, proponendo formazioni jazzistiche locali di alta qualità che hanno allietato quel piacevole rito con cui non di rado i bresciani sostituiscono la cena.
Tenutasi nella rinnovata e splendida cornice di Piazza Tebaldo Brusato, la rassegna comprendeva sei concerti serali ed ha visto esibirsi nella serata inaugurale del 27 giugno e in quella finale del 25 luglio, due formazioni composte da musicisti di fama internazionale tra i quali il “brescianissimo” Sandro Gibellini, mentre nelle altre serate ha dato spazio ai giovani talenti presenti nel nostro territorio. Tra questi, non a caso, una maggiore visibilità è stata data ad Emanuele Maniscalco considerato un talento assoluto del jazz italiano (basti pensare che ad appena 21 anni vanta già collaborazioni con artisti del calibro di Enrico Rava, Francesco Bearzatti, Stefano Battaglia).
- Sigurtà- Corini – Maniscalco trio
- WB3
- Emanuele Cisi trio
2005 – Terza edizione Clicca qui per vedere le fotografie di SIMONA MOLINARI:
La manifestazione consisteva in sette concerti serali di cui cinque in Piazza Tebaldo Brusato e due presso l’Auditorium del Parco Castelli ed ha offerto un programma di assoluto valore che ha visto succedersi sul palco alcuni dei principali ed affermati esponenti del jazz nazionale ed internazionale: dal pluripremiato miglior jazzista italiano Enrico Rava, affiancato per l’occasione dallo eccezionale pianista Franco D’Andrea, al quartetto che ha visto dialogare due artisti della levatura di Sandro Gibellini ed Emanuele Cisi, passando attraverso due formidabili esempi di contaminazione jazzistica con il duo fisarmonica e sax baritono Luciano Biondini - Javier Girotto e con l’incredibile chitarrista Irio De Paula in trio, per sfociare, infine, nella voce ipnotizzante della cantante Betty Vittori ed il suo “Late Night Live”.
- Enrico Rava – Franco D’Andrea duo

Musicista molto richiesto per la straordinaria versatilità e musicalità, vanta collaborazioni con musicisti del calibro di John Soffield, John Abercrombie, Adam Nussbaum, Maria Schneider Jazz Orchestra, Chris Potter, Michael Blake, Andy LaVerne, Theo Bleckmann, Eliot Zigmund, Ingrid Jesen senza dimenticare il due piano-recital con Marlan McPartland e la collaborazione con il noto bassista David Friesen, nonché le sue performance in duo con Kendra Shank.
Since basing himself in New York City in June of 2002, jazz organist, pianist, and accordionist Gary Versace has quickly become one of the busiest and most versatile musicians on the scene, often featured in bands led by musicians such as John Scofield, John Abercrombie, Maria Schneider, Matt Wilson, Eliot Zigmund, Scott Wendholt, Joe Magnarelli, Danny Gottlieb, Seamus Blake, Andy LaVerne, Adam Nussbaum, Brad Shepik, Ingrid Jensen, Tim Ries and many others.
Versace was recently partnered with Lee Konitz on a duo recording by the lengendary saxophonist, release date TBA, and also recently completed a six week Asian and European tour with guitarist John Scofield. Also, he will tour Europe with guitarist John Abercrombie and drummer Adam Nussbaum in July of 2006.
Versace was voted a "rising star" on the Hammond organ in the 2005 and 2004 Downbeat critics polls, and was the subject of a feature article in the July 2004 issue of Keyboard magazine.
Versace has been a featured soloist on two critically acclaimed recordings of recent years: accordionist on Maria Schneider's Grammy-winning "Concert in the Garden," and as the pianist on John Hollenbeck's Grammy-nominated large ensemble recording, "A Blessing."
Versace has recorded two albums as a leader on Hammond organ for SteepleChase records: the first features guitarist John Abercrombie, drummer Billy Hart, and saxophonist Rich Perry; the second a trio date with Dick Oatts on alto, tenor, and soprano saxophones and Matt Wilson on drums. He also recently completed a piano trio record for the Japanese label M & I featuring bassist Johannes Weidenmueller and drummer Billy Drummond.
Over the past five years, Versace has appeared as a sideman on over 30 recordings with artists on labels including ACT, Omnitone, High Note, Justin Time, ArtistShare, Fresh Sound, Steeplechase, and Criss Cross, among others.
Versace co-led the band "Project O" with trumpeter Ingrid Jensen (featuring saxophonists Seamus Blake and Steve Wilson) whose first recording on Justin Time records, "Now As Then," was released in May of 2003 and received 4 stars in Downbeat magazine.
As a pianist, Versace performed in a two-piano recital with Marian McPartland, and in April of 1999 appeared on her acclaimed National Public Radio program, "Piano Jazz." McPartland has called him "...endlessly inventive...(Versace) really has an extraordinary talent."
Gary Versace has a masters degree in music performance from the Eastman School of Music, and spent eight years as a tenured associate professor in the jazz studies department at the University of Oregon. He remains active as a clinician and guest soloist both nationally and around the world.
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DISCOGRAFIA
Recordings as a leader A "blowing date," featuring six originals and one tune of Abercrombie's.
Recordings as a sideman "It Could Be Anything" (Fresh Sound New Talent 230), with the Loren Stillman Quartet. I play piano in this quartet featuring Loren's brilliant writing and alto playing, Scott Lee on bass, and Jeff Hirshfield on drums.
"New For Now" (Criss Cross 1266), with the Jonathan Kreisberg trio. Organ trio featuring Jonathan Kreisberg on guitar, and Mark Ferber on drums. Jonathan's tunes, plus a couple of standards.
"John Hollenbeck Large Ensemble: A Blessing" (OmniTone 15209). I play piano on this one...it features John's beautiful writing for big band, and the work of many talented soloists including Theo Bleckmann, Chris Speed, Kermit Driscoll, Matt Moran, and several others.
"Concert in the Garden" (artistShare), the Maria Schneider Orchestra. I play accordion on the first piece, trading phrases with pianist Frank Kimbrough. Amazing writing, an incredible band. Maria used the accordion in such a cool way...the ensemble parts were as much fun to play as the solo. This record was a Grammy-winner - congratulations to Maria!!
"Live at One Station Plaza," the Jay Azzolina trio. This is an organ trio featuring Jay's compositions, arrangements, and guitar playing, myself on organ, and Adam Nussbaum on drums. It was recorded live in Peekskill, NY in December of 2001. |
Torneranno le foglie. E i petali. È questione di poco, ormai. Santamalora, ho voglia di mostrare i miei piedi! No, non sono dei figurini, figurati. È per una questione di libertà. Nulla che c’entri con quella sbandierata dal Silvio dei miracoli di cartapesta. Il momento in cui, ogni anno, mi tolgo le calze, il 1° giorno che esco di casa senza i piedi incappucciati, beh, quello per me è un gran giorno! Giorno di libertà. Ben diverso da quelli che si vivon le ragazze quest’anno, che la moda «impone» gambe nude anche d’inverno sotto zero, e, quelle madonne scellerate, dio le salvi dalla moda e dall’artrosi... A me, il giorno che vedrai un sorriso girarmi attorno alla nuca, guardami laggiù: non ci saranno calze a interdire, saranno piedi d’un bianco imbarazzante, sì, ma la libertà cui accennavo prima, la leggerezza, ci farà volare su tappeti di seta sopra ogni cosa, ffffffff...
I piedi di Luciano Biondini e di Javier Girotto non li ho visti. Mmh... magari mi sbaglio, ma qualcosa mi suggerisce che non siano un granché. Per una questione di compensazione, dico. Sì, quei due hanno già un paio di mani dorate a testa, che si lecchino le dita, dico. Mi spiego:
La fisarmonica, inevitabilmente, richiama alla mente l’Argentina. Ecco quindi accorrere Javier Girotto, che in Argentina c’è nato, e giusto per non essere scontato decise di suonare il sax, lui. In modo per nulla scontato, peraltro. E senza sconti, per giunta, anzi... Dovevi esserci, sentire cosa usciva, lunedì, dall’impazzare di quelle quattro mani, di quelle 100 dita. Si era - sì, ero - alla ex Virèr, claro. Certo, sì, il Biondini era alla fisa. Suoni da cattedrale, ti dico. Mistici e sontuosi. E la febbre della settimana scorsa non m’era passata, ma il calore che sentivo non era attribuibile al mio stato febbrile, bensì al febbrile rincorrersi di dita e note, un’ubriacatura che t’assicuro, certo, ero all’Antica Birreria della Bornata ma di birra n’ho tracannata una sola, all’inizio, quindi lo stordimento non c’entrava col malto e robe così. Suoni sacrali, religiosi, dicevo, ma non come la mattina, che ero in casa e mi suona il campanello un paio di testimoni di Geova, e uno mi chiede «Sei credente?»; io ci rispondo «Sì, credo in Pirandello»; e lui, pendulo sorridente «...? ti possiamo almeno lasciare questi opuscoli?, parlano della felicità»; «Della felicità?, vi manda forse il Silvio dei miracoli di cartapesta?, ha reclutato anche voi?»; «Come?...»; «Hem, scusate se vi chiudo fuori, ma proprio non me la sento di chiudervi dentro».
Non quel tipo di sacralità, no; senza offesa...
Biondini e Girotto han suonato più un groviglio di liane e caimani /caimani?, sarà la febbre?/ birra, sì, un’altra/ quindi due!/ sì ma piccoline/ certo, ma doppio malto!/ ies, ma ti dico che non è una questione di birra e di febbre, era proprio quel DUO/ Attenti a quei due!/ dei suoni zingareschi/ arabeschi di suoni/ broncopolmonitici suoni/ di sangre e sangria/ isterici e istrionici suoni/ grappoli d’improvvisazione tra inestricabili trame/ mediterraneemoz-suoni/ e, poi, anche, d’un tratto, tratti e soffi di malinconica poesia, così, per pigliar fiato e ordinare una birra/ no, mica io, solo le due piccoline di prima, io, che, alla fine, mi son chiesto: quanti milioni di meravigliosi suoni han suonato, quei due benigni mephistopheles?
Fabio Bix
Per il quarto anno consecutivo il Festival Jazz on the Road è l’evento musicale centrale dell’estate bresciana. Piazza Tebaldo Brusato ancora cornice perfetta di tutte le serate che, nell’arco del mese di luglio, porteranno sul palco stelle del jazz mondiale e giovani talenti italiani, a cui si aggiungerà una nuova proposta del Jazz on the Road: la fusione tra l’anima del jazz e una seconda anima a cui il jazz è da sempre legato, il teatro e la letteratura.
L’apertura del Festival, il 4 luglio, è affidata allo splendido quartetto di Rita Marcotulli, composto, oltre che dalla superba pianista romana, da Javier Girotto al sax baritono e soprano, Gialuca Renzi al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria.
Nel successivo concerto, il 7 luglio, assisteremo alla prima delle esibizioni “di contaminazione” del Festival: Giampaolo Ascolese & Laboratorio Teatro Orvieto impegnati in “But beautiful”, progetto multimediale sul mondo del jazz , tratto dal celebre libro di Geoff Dyer “Natura morta con custodia di sax” con recitazione dell’attore Alberto Rossetti, originali proiezioni visive ed accompagnamento del trio painoless di Max Ionata, Gianluca Renzi e Giampaolo Ascolese. Proseguendo nel percorso jazzistico-teatrale, arriviamo il 10 luglio al reading letterario del Prof. Guido Michelone, Docente di Letteratura AfroAmericana all’Università Cattolica di Milano, intitolato “Jam Session, storie di Jazz”, in cui racconti e divagazioni letterarie si uniscono alle musiche di un quartetto jazz; a rendere la serata ancor più magica ci saranno delle proiezioni di "JazzCartoon".
Il 12 luglio salirà sul palco il trio di un chitarrista di fama mondiale, John Abercrombie, certamente uno dei chitarristi più conosciuti e apprezzati nel mondo, con all’attivo decine di abum e collaborazioni da oltre quarant’anni con il gotha del jazz, accompagnato in questo suo progetto da due fuoriclasse del proprio strumento: Adam Nussbaum alla batteria e Gary Versace all’organo.
Ancora Jazz di livello internazionale il 19 luglio con uno dei quartetti più interessanti e richiesti in tutto il mondo, il Sangha Quartet composto da Kevin Hays, pianista raffinato già con Joe Henderson, Chris Potter, dall’originalissimo sassofonista canadese Seamus Blake, dal contrabbassista Doug Weiss, tra i più quotati in circolazione, e infine dal celeberrimo batterista Bill Stewart, decisamente uno dei massimi interpreti ed innovatori del proprio strumento.
Solo due giorni dopo Sangha, il 21 luglio, piazza Tebaldo sarà inondata delle note di uno storico sassofonista americano, Lee Konitz. Poche presentazioni per una vera leggenda del jazz, collaboratore di Miles Davis in “Birth of the cool”, e assoluto interprete da ormai quasi mezzo secolo del Jazz. In quest’occasione Konitz avrà al suo fianco le geniali linee di basso di Paolino Dalla Porta e il groove pulsante di Massimo Manzi alla batteria, due straordinari musicisti italiani che ci rendono onore in tutto il mondo, già tra gli altri accompagnatori di Pat Metheny.
Il 24 luglio in scena il reading tratto dal testo “Favelas” di Fabio Bix, autore bresciano emergente, in cui la musica di un’originale formazione di percussioni chitarra e violoncello si unisce al canto e alla recitazione per rappresentare l’alternarsi si emozioni, sensazioni ed esperienze delle Favelas brasiliane.
Il giorno seguente, il 25 luglio, Pietro Tonolo, sassofonista italiano che travalica con la sua musica periodi diversi del jazz a cominciare dagli anni ’70 ed è ormai sassofonista di rilievo internazionale, già al fianco tra gli altri di Paul Motian, guida un quartetto di giovanissimi quanto già affermati talenti italiani, ammirati in collaborazioni di livello assoluto, composto da Dino Rubino, pianista siciliano classe ’80, Stefano Senni, contrabbassista veneto e infine, da Emanuele Maniscalco, bresciano, a soli 23 anni il più giovane della formazione.
Chiude il Festival uno spettacolo unico: Alessandro Haber, attore italiano di teatro e cinema interprete di decine di ruoli cruciali in sceneggiature di registi tra i quali Fellini, Bertolucci, Damiani, Avati, Pieraccioni, interpreta una piece dedicata a Charles Bukowski alla sua visione della vita, accompagnato dal raffinato pianoforte di Marco Di Gennaro.
Presidente: dott. Francesco Schettino
Segretaria: dott.ssa Barbara Pizzetti
Consiglieri: dott. Filippo Pardini, Fabio Bix, Vittorio Spunghi, dott. Marco Zanardelli, dott. Stefano Olivari, Fabio Schettino e dott. Paolo Mancino
Nata ufficialmente nel novembre del 2005 sulla scorta delle tre fortunate edizioni estive (2003 – 2004 – 2005) della omonima manifestazione organizzata dal dott. Francesco Schettino in collaborazione con il Comune di Brescia (uff. Manifestazioni) e l’Arci Nuova Associazione, nonché il sostegno economico di alcune Aziende presenti sul nostro territorio e che ha visto esibirsi artisti del calibro di: Enrico Rava, Franco D’Andrea, Barbara Casini, Irio De Paula, Javier Girotto e molti altri, L’Associazione JoTR promuove la musica jazz attraverso un’attività che non si limita solo a proporre ed organizzare concerti e manifestazioni legate al genere, ma che, anzi, estende il proprio campo d’azione verso tutte le forme d’arte (letteratura, teatro, pittura e fotografia) che dal jazz hanno subito influssi e, viceversa, al jazz hanno dato linfa vitale. Promuovere, insomma, attività culturali legate alla musica jazz, contribuendo, in tal modo, alla crescita culturale e civile dei propri soci e dell’intera Comunità.
La grande competenza e motivazione dei componenti del Consiglio Direttivo ha già permesso all’Associazione di raggiungere nel giro di poco tempo dalla sua nascita (tre mesi circa) importanti traguardi, tra i quali ricordiamo:
1. il sito internet - www.jazzontheroad.net - realizzato dal Consigliere Vittorio Spunghi ( www.puntovit.net ) in collaborazione con Luca Faustini e Giancarlo Morosini (Moving Srl. www.movingminds.net ), che ha già ottenuto un notevole riscontro di pubblico e nel quale si possono trovare, oltre ovviamente alle nostre iniziative culturali, anche numerose informazioni relative a festival – manifestazioni – concerti di musica jazz presenti Italia, un ricco elenco di musicisti, immagini fotografiche realizzate da Simona Molinari e Pierpaolo Romano durante i concerti ed un forum per mezzo del quale chiunque può contribuire attivamente a miglioramento ed arricchimento del JoTR attraverso richieste, suggerimenti e, perché no!?, critiche;
2. la ricca programmazione di musica jazz posta in essere dal sottoscritto dott. Francesco Schettino in collaborazione con il Consigliere dott. Filippo Pardini presso l’Antica Birreria alla Bornata tutti i lunedì sera a partire dal 07 novembre 2005 che ha già visto esibirsi musicisti del calibro di Emanuele Cisi, Sandro Gibellini, Francesco Bearzatti, Pietro Tonolo, Luigi Bonafede, Marco Tamburini, Betty Vittori, il giovanissimo e straordinario Emanuele Maniscalco e molti altri e che, nelle prossime serate, vedrà esibirsi altrettanti straordinari artisti, tra i quali: Paolino Dalla Porta, Stefano Battaglia, Javier Girotto, Nicola Muresu e soprattutto il grande saxofonista americano Mark Turner.
3. Gli straordinari articoli intitolati “Strambix”, a cura dello scrittore, nonché Consigliere, Fabio Bix, presenti sul nostro sito che stanno riscuotendo un grandissimo successo.
Per informazioni:
tel: 349 3149864 (dott. Schettino)
tel: 338 4936418 (dott. Pardini)
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