Fabio BixLo spettacolo del JAZZ POETRY GROUP parte dai volumi SWING IN VERSI e JAM SESSION, editi da Lampi di Stampa (Milano), curati dal romanziere e saggista Guido Michelone, docente di Civiltà Musicale Afroamericana all’Università Cattolica di Milano assieme alla poetessa Francesca Tini Brunozzi: il primo sulle grandi canzoni afroamericane narrate dagli autori italiani contemporanei, il secondo sulle poesie di jazz scritte da grandissimi autori, con il coinvolgimento di circa un centinaio di artisti, tra cui STEFANO BENNI, PAOLO CONTE, EDOARDO SANGUINETI, DANIELE LUTTAZZI, ecc..Per il reading interverranno i curatori Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi, mentre gli intermezzi musicali vedranno come protagonista la cantante VERONICA VISMARA, jazz vocalist monzese, reduce dai successi di pubblico e critica del recente album SOUL MATES, registrato assieme a grandi jazzmen italiani. Accompagna Veronica Vismara il celebre chitarrista BEPPE FORNAROLI, in un repertorio ispirato alle canzoni del libro stesso.Il JAZZ POETRY GROUP nasce nel 1989 dall'inconto fra gli scrittori Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi, quale gruppo aperto che ospita i jazzmen che improvvisano su testi letterari di volta in volta letti o declamati da attori, cabarettisti o dagli stessi autori: infatti per festival e rassegne hanno via via collaborato i maggiori jazzisti della scena contemporanea italiana.
JAZZ STORY di Riccardo Maneglia
Si tratta della nuova opera a disegni animati di uno dei più celebri jazz-cartoonists del mondo: invitato più volte al Festival del Jazz Cinema di Kansas City, dove ha presentato i suoi video-jazz d'ispirazione astratta sui grandi musicisti contemporanei, Riccardo Maneglia sta ora tentando un'impresa unica nel suo genere: il primo lungometraggio sulla storia del jazz dalle origini ai nostri giorni; è insomma una fiction in half-animation (o pittura in movimento), con un tratto stilistico che ricorda il fumetto 'Corto Maltese' di Hufo Pratt, dove si parte dagli schiavi africani per arrivare ai grattacieli di Manhattan, passando attraverso le piantagioni di cotone nel Sud degli States, il brulicante porto di New Orleans, le bische clandestine di Kansas City, il tutto commentato dalle registrazioni originarie della grande musica afroamericana: work song, spriitual, blues, ragtime, il 'jass' primigenio e via dicendo.
Veronica Vismara
Beppe Fornaroli
Guido Michelone
Roberto Dani
Gianluca Renzi
Javier GirottoJavier Edgardo Girotto nasce a Cordoba il 17 aprile del 1965. Si avvicina alla musica grazie al nonno materno A.L.Caroli, direttore di banda, suonando prima il rullante, poi il clarinetto piccolo in Mi bemolle, nella Infanto Juvenil de Cordoba e nella banda di Villa del Rosario, per poi passare a quello in Si bemolle. Il passaggio, per un clarinettista, al saxofono è naturale. Scelto il sax contralto, comincia a frequentare Buenos Aires, in cerca di qualcuno che lo avvii al jazz, purtroppo senza fortuna. Rientrato a Cordoba forma i suoi primi gruppi di ispirazione jazzistica, dedicandosi anche alla musica commerciale dei cosiddetti "Quartetos". A sedici anni intraprende gli studi classici, iscrivendosi al Conservatorio Provincial De Cordoba e non esistendo la cattedra di saxophono, si iscrive ai corsi di clarinetto e flauto raggiungendo il compimento medio in entrambi gli strumenti. Parallelamente agli studi in conservatorio forma e collabora con diversi gruppi, tra cui i Vertiente, un mix di fusion e folklore argentino, i Jazz 440, "Jam", l'Enzo Piccioni Quartet e il Juan Ciallella Quartet.
A 19 anni vince una borsa di studio del Berklee College of Music e gli si spalancano finalmente le porte del mondo del jazz. Resta nella prestigiosa scuola bostoniana per quattro anni, diplomandosi in Professional Music "Cum Magna Laude". I quattro anni statunitensi sono proficui, un periodo in cui ha approfondito gli studi di composizione e arrangiamento e di sax e improvvisazione con maestri del calibro di Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerry Bergonzi, imparando poi, "il mestiere", suonando con Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, Herb Pomeroy e tanti altri musicisti da cui ha raccolto una scintilla della loro esperienza.
L'avventura italiana di Javier Girotto inizia a 25 anni, per curare alcuni affari della sua famiglia, di origini pugliesi, decidendo in breve tempo, di iniziare in questa nazione la sua carriera professionale. Anche in Italia alterna la collaborazione con gruppi di musica commerciale, latina, con la formazione di diversi gruppi jazz, con cui comincia la sua indefessa attività di compositore e arrangiatore. La sua prima formazione romana è "Tercer Mundo", insieme ad Horacio "El Negro" Hernandez, sui binari del latin jazz, un sestetto formato da piano, basso, percussioni, batteria, tromba e sax, seguito a ruota dai "Six Sax", un quartetto di saxofoni, con basso e batteria, composto da Paolo Recchia e Daniele Tittarelli all'alto, Gianni Savelli al tenore, Javier al baritono, Marco Siniscalco al basso e Pietro Iodice alla batteria, col quale incide il suo primo cd, nel 1995 con special guest Bob Mintzer e Randy Brecker. In questo stesso periodo nasce il gruppo per il quale i sax soprano e baritono di Girotto sono maggiormente conosciuti, Aires Tango, con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni, in un connubio delle ragioni del tango con quelle del jazz che, partendo dal piacere legato all'ascolto degli stilemi della musica argentina, rassicura l'ascoltatore nell'affrontare le "rapide" della "diversità" dei suoi soli.
Con Aires Tango incide ben 7 dischi, gemme di un percorso in cui Girotto è stato accompagnato sempre dal plauso incondizionato del pubblico, che lo ha incoraggiato ad "aprire" il progetto alla voce di Peppe Servillo e all'orchestra sinfonica.
Nel 1999 nasce un altro gruppo, "Cordoba Reunion", formato da quattro musicisti cordobesi, Javier Girotto ai sax e flauti, Gerardo Di Giusto al pianoforte, Minino Garay alle percussioni e Carlos El Tero Buschini al basso, impegnati in un progetto con il quale ritorna alle radici della sua musica, con un occhio a quei tempi che hanno preceduto il tango, trascinando l'ascoltatore in un viaggio empatico ed emozionale alla ricerca dei ritmi di milonga, chacarera, zamba e candombe, gruppo, questo che ha inciso un disco con la cantante Mercedes Sosa.
Nel 2000 Javier Girotto forma un doppio duo: il primo con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura, col quale incide due dischi: "Javier Girotto Plays Rava" e "Recordando Piazzolla" con un'orchestra di 13 archi un omaggio al primo dei tre miti di Javier, il secondo, con la fisarmonica cromatica di Luciano Biondini, con il quale ha inciso El Cacerolazo, un gioco di mutazioni, in cui il voler a tutti i costi incarnare in uno stilema la concezione propria del ritmo sprigiona un canto d'amore, nostalgico o di protesta, proveniente direttamente dall'anima argentina di Javier. In questo stesso anno inizia la sua collaborazione con la prestigiosa ONJ, l'Orchestre National du Jazz di Parigi.
L'ultimo nato tra le formazioni di Javier Girotto è l'elegante duo formato con il pianista argentino Natalio Mangalavite, con il quale ha inciso Colibrì, un cd che rappresenta la sintesi dell'intero sentire sudamericano, al quale da poco si è aggiunta la voce di Peppe Servillo, andando, così, a creare il Trio G.S.M.
Infinite sono le collaborazioni di Javier Girotto, da Enrico Rava con il quale lo troviamo interessante baritonista nel quartetto Pianoless, omaggio a Chet Baker e Gerry Mulligan, con il quale ha inciso Full of Life, a Roberto Gatto, colonna portante del quintetto, con cui ha partecipato a due compact "7#" e "Sing sing Sing", con il trombonista Gianluca Petrella, col quale ha registrato "X-Ray", da Rita Marcotulli, delle cui formazioni è l'anima etnica-argentina in cui si alterna al flauto andino e al soprano, con la quale ha inciso "The woman next door" e "Koinè" a Paolo Di Sabatino, in veste di sideman del suo quartetto e del suo ultimo disco, e, ancora Antonello Salis, Paolo Fresu, Bebo Ferra, Gianni Coscia, Angà Diaz, Furio Di Castri, Tony Scott, Arto Tuncboyaciyan, Michel Benità, Carlo Rizzo, Aldo Romano, Luis Agudo, Maurizio Gianmarco, Stefano Battaglia, Michel Godard, Anouar Brahem Gianluigi Trovesi, e tanti altri.
1995
Six Sax
Javier Girotto
Via Veneto Jazz
1996
Malvinas
Aires Tango
Equipe
1996
Grandes Amigos
Javier Girotto
Antonello Salis
Michele Rabbia
Equipe
1997
Madres
Aires Tango
Via Veneto Jazz
1999
Poemas
Aires Tango
Via Veneto Jazz
2000
Cronologia del 900
Aires Tango
Il Manifesto
2000
Visions
Javier Girotto playes
Rava - featuring Daniele Di Bonaventura.
Philology
2001
Origenes
Aires Tango
Il manifesto
2001
Recordando Piazzolla
Javier Girotto
Daniele Di Bonaventura & strings
Via Veneto Jazz
2001
El Cacerolazo
Javier Girotto
Luciano Biondini
Philology
2002
En Vivo
Aires Tango
Cam Jazz
2002
Aniversario
Aires Tango
Cam Jazz
2003
Colibrì
Javier Girotto
Natalio Mangialavite
III Millennio
2004
Recordando Gardel
D. di Bonaventura
J.Girotto
& strings
2000
L'Amico di Cordoba
Javier Girotto
Peppe Servillo
N. Mangialavite
Il Manifesto
2004
Cordoba Reunion
Argentina jazz
Javier Girotto
Minino Garay
Carlos "Tero" Buschini
Gerardo Di Giusto
Rete2 Radio Svizzera
2004
Javier Girotto
AIRES TANGO
«Escenas Argentinas»
AIRES TANGO:
Javier Girotto
Alessandro Gwis
Marco Siniscalco
Michele Rabbia
2005
Terra Madre
Javier Girotto
Luciano Biondini
JAVIER GIROTTO NEW YORK SESION
con Jeff Ballard (drums)
Ben Street (bass)
Ed Simon (piano)
Come Sideman :
Roberto Gatto "sette" (RCA Victor BMG)
Rita Marcotulli "the woman next door" (Label Bleu)
Roberto Gatto "sing sing sing" (RCA Victor BMG)
G.Petrella "x-ray" (Auand)
Enrico Rava – piano less – "Full of life" (Cam Jazz)
Roberto Gatto "Deep" (Cam Jazz)
Paolo Di Sabatino (Il Manifesto)
Rita Marcotulli "Koiné" (Armonia Mundi)
Stefano Bollani "Abbassa la tua radio"
"Mari pintau" Bebo Ferra quartet - (Egea)
Rita MarcotulliPartenza al femminile per la prima data del Jazz on the Road che ha il piacere di ospitare il quartetto della pianista di certo più rappresentativa del jazz italiano: Rita Marcotulli.
Nata a Roma, a seguito di una formazione pianistica classica, si avvicina alla musica sudamericana e poi immediatamente al jazz. Fin dagli esordi, il talento e la verve creativa le permettono di affiancare grandi nomi del jazz quali Chet Baker, Sal Nistico, John Christensen, Steve Grossman, Joe Henderson, Aldo Romano. Nell' 87 vince il referendum della rivista "Musica Jazz" come miglior nuovo talento musicale e le collaborazioni continuano a livelli altissimi: nella band di Billy Cobham, al posto di John Taylor nel trio dello stesso pianista con Erskine e Danielsson, con Pino Daniele, Roberto Gatto, Bob Moses, Charlie Mariano, Marylin Mature, Dewey Redman.
Emerge evidente nella musica di Marcotulli la capacità di fondere la sperimentazione armonica e compositiva, frutto delle numerose esperienze assimilate con musicisti provenienti da tutto il mondo, con il pianismo di chiara provenienza jazzistica.
Ed è proprio in questa direzione che si sviluppa la musica del suo quartetto composto dal sassofonista baritono e soprano Javier Girotto, dal giovane contrabbassista Gianluca Renzi e dal batterista Roberto Dani.
Javier Girotto, italiano, nato in Argentina, studente eccellente al Berklee College di Boston e infine arrivato in Italia, è uno dei più originali rappresentanti del proprio strumento. Dotato di una tecnica molto efficace e di un’improvvisazione tanto coinvolgente quanto fuori dai consueti canoni jazzistici, è da anni tra i pochi eccellenti sassofonisti dediti, tra gli altri, al sassofono baritono. Già membro fondatore degli Aires Tango, formazione con all’attivo centinaia di concerti e produzioni discografiche, collaboratore di moltissimi musicisti, tra i quali Enrico Rava, Paolo Fresu, Michel Benità, Luis Agudo Stefano Battaglia, Luciano Biondini, con il quale è stato recentemente ospitato in duo dal JotR presso il Jazz Club.
Gianluca Renzi è contrabbassista romano classe ’75, ormai tra i più consolidati e richiesti giovani musicisti già con Orrin Evans, Steve Grossman, Stefano Battaglia, Antonio faraò. Forte di un suono profondo e pulito sa scolpire e espandere armonicamente le linee della musica di Rita Marcotulli. Roberto Dani, batterista veneto, pur giovane ha alle spalle anni di collaborazioni con il top del jazz italiano, tra gli altri Emanuele Cisi, Paolo Fresu, Kenny Wheeler,Ravi Coltrane, Drew Gress, Ben Monder, Il suo stile è particolarmente noto per i colori e le sfumature armoniche che riesce ad imprimere alla musica senza mai tralasciare la pulsione ritmica, rendendolo perfetto sostenitore del ritmo della formazione qui presentata.