24 luglio
reading letterario - FAVELAS (AUTORE Fabio Bix)

Stefano Lanfredi
Daniela Savoldi
Felice Cosmo
Carlo Dodesini
Aldo Bicelli
– percussioni – percussioni – pianoforte – canto, violoncelloViaggio di musica e parole nelle Favelas brasiliane per scoprire, in uno spiazzante ribaltatamento di prospettiva che….
"…io quel che vedevo era un cumulo di case in discesa e risalita sull’altro versante della collina, un ammasso di costruzioni senza fiato, come di Lego montati alla rinfusa in preda a frenesia schizoide, alcune pitturate tanto tanto tempo fa e oramai screpolate, la maggior parte crociate da rossi forati e strati di cemento con vene di ferro a invocare il cielo, lamiere ondulate a tappare buchi e tetti approssimati e nemmeno il sole era poi così sole quel giorno / cielo in ammollo/ e più ci penso e più mi pare che non stessimo guardando la stessa cosa io e il vecchio. O forse, o meglio: non stavamo vedendo la stessa cosa…Perché: com’è possibile che lui vedesse quello che io vedevo (?)…Come avrebbe potuto sbracciarsi così, se anche lui (?)…ma da come ne era convinto io non potevo che diffidare i miei occhi e credere ciecamente al suo palmo spalancato, fidarmi della sua apparente follia, non poteva sbagliarsi, ne era troppo sicuro: il folle ero io..." (Fabio Bix)
– voce recitanteLee Konitz (sax)
Rosario Bonaccorso (contrabbasso)
Massimo Manzi (batteria)
Due magistrali musicisti italiani, Rosario Bonaccorso e Massimo Manzi, incontrano Lee Konitz, sassofonista nato a Chicago nel 1927 e ormai vero colosso del jazz. La carriera di Konitz inizia in giovanissima età, ben presto entrando in contatto con Lennie Tristano, Konitz è da subito attivo partecipe della scena jazzistica americana a fianco di musicisti quali Stan Kenton, Gerry Mulligan, lo stesso Tristano, Wayne Marsh. La sua arte è stata da sempre tesa alla novità e infatti dalla metà degli anni sessanta partecipa agli esperimenti di “Birth of the Cool” di Miles Davis, con Gerry Mulligan, John Lewis, disco che ha segnato un momento fondamentale nella storia del jazz.
Fino ad oggi Konitz ha registrato centinaia di album in tutto il mondo, collaborando con molti musicisti e anche grazie a questo tuttora possiede uno stile unico, un suono originalissimo e una creatività tale da renderlo uno dei grandissimi musicisti di sempre.
Rosario Bonaccorso, siciliano di nascita ma ligure di adozione è un musicista di grande comunicazione, assai apprezzato, fin dall´inizio della sua carriera, per le sue naturali doti di accompagnatore , per la spiccata creatività, per quella carica di energia che sa imprimere alla sezione ritmica, per la conoscenza della tradizione e la sua innata capacità di modernizzarne il linguaggio, tutte qualità che ne hanno fatto uno tra i più richiesti contrabbassisti .
Nella sua carriera ha collaborato con il gotha del jazz nazionale ed internazionale basti citare: Enrico Rava, Stefano di Battista, Elvin Jones, Benny Golson, Billy Cobham, Pat Metheny, Michael Brecker e molti altri, esperienze che lo hanno reso uno dei più apprezzati musicisti della scena jazzistica mondiale.
Completa il trio un altro pilastro del jazz italiano, Massimo Manzi, batterista amato da musicisti e richiesto dai jazzman americani per il suo drumming sintesi degli stili di Max Roach, Elvin Jones, De Johnette. Oltre ai concerti con musicisti di fama mondiale, tra gli altri il fisarmonicista Richard Galliano, George Garzone, Mick Goodrick, Steve Grossman, David Liebman, Mike Mainieri, Pat Martino, Kurt Rosenwinkel, Tony Scott e il grande Massimo Urbani, Manzi ha un’intensa attività didattica presso i Corsi Sperimentali del Conservatorio Martini di Bologna.
La musica del trio può essere considerata, senza peccare di presunzione, una delle attuali massime espressioni del trio senza strumento armonico. I tre musicisti, forti di una reciproca lunga conoscenza e frequentazione musicale, si spingono alla scoperta delle sfaccettature armoniche e melodiche originali e creative, senza mai perdere le sonorità che affondano le radici nel jazz classico.
Tre musicisti che hanno partecipato attivamente alla storia del jazz europeo e americano e che stanno attualmente segnando le linee direttrici del jazz moderno.
Giampaolo Ascolese
Fabio BixLo spettacolo del JAZZ POETRY GROUP parte dai volumi SWING IN VERSI e JAM SESSION, editi da Lampi di Stampa (Milano), curati dal romanziere e saggista Guido Michelone, docente di Civiltà Musicale Afroamericana all’Università Cattolica di Milano assieme alla poetessa Francesca Tini Brunozzi: il primo sulle grandi canzoni afroamericane narrate dagli autori italiani contemporanei, il secondo sulle poesie di jazz scritte da grandissimi autori, con il coinvolgimento di circa un centinaio di artisti, tra cui STEFANO BENNI, PAOLO CONTE, EDOARDO SANGUINETI, DANIELE LUTTAZZI, ecc..Per il reading interverranno i curatori Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi, mentre gli intermezzi musicali vedranno come protagonista la cantante VERONICA VISMARA, jazz vocalist monzese, reduce dai successi di pubblico e critica del recente album SOUL MATES, registrato assieme a grandi jazzmen italiani. Accompagna Veronica Vismara il celebre chitarrista BEPPE FORNAROLI, in un repertorio ispirato alle canzoni del libro stesso.Il JAZZ POETRY GROUP nasce nel 1989 dall'inconto fra gli scrittori Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi, quale gruppo aperto che ospita i jazzmen che improvvisano su testi letterari di volta in volta letti o declamati da attori, cabarettisti o dagli stessi autori: infatti per festival e rassegne hanno via via collaborato i maggiori jazzisti della scena contemporanea italiana.
JAZZ STORY di Riccardo Maneglia
Si tratta della nuova opera a disegni animati di uno dei più celebri jazz-cartoonists del mondo: invitato più volte al Festival del Jazz Cinema di Kansas City, dove ha presentato i suoi video-jazz d'ispirazione astratta sui grandi musicisti contemporanei, Riccardo Maneglia sta ora tentando un'impresa unica nel suo genere: il primo lungometraggio sulla storia del jazz dalle origini ai nostri giorni; è insomma una fiction in half-animation (o pittura in movimento), con un tratto stilistico che ricorda il fumetto 'Corto Maltese' di Hufo Pratt, dove si parte dagli schiavi africani per arrivare ai grattacieli di Manhattan, passando attraverso le piantagioni di cotone nel Sud degli States, il brulicante porto di New Orleans, le bische clandestine di Kansas City, il tutto commentato dalle registrazioni originarie della grande musica afroamericana: work song, spriitual, blues, ragtime, il 'jass' primigenio e via dicendo.
Veronica Vismara
Beppe Fornaroli
Guido Michelone
Roberto Dani
Gianluca Renzi